Mercoledì 26 marzo, in occasione dell’inaugurazione della prima edizione del Master di II livello in Data Science per la Pubblica Amministrazione, si è svolta la Lectio Magistralis del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dei relatori, che, oltre a presentare il Master, hanno valorizzato il progetto alla sua base. Erano presenti il prorettore vicario Giuseppe Ciccarone, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonio Aurigemma, il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli, il presidente della Fondazione Roma Sapienza Eugenio Gaudio e la direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche Emma Galli. Successivamente, Pierpaolo D’Urso, preside della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione e direttore del Master, ha introdotto la Lectio Magistralis del Ministro.

Il Master
Il Master offre un percorso formativo avanzato per la Pubblica Amministrazione, combinando competenze statistiche, digitali, economiche, sociologiche e giuridiche. L’obiettivo è formare professionisti in grado di operare come “data scientist” nelle amministrazioni pubbliche, a livello nazionale, regionale e locale, e in aziende pubbliche.
Pensato per giovani laureati, il Master è anche rivolto a chi desidera ampliare la propria formazione nella Pubblica Amministrazione. Il programma si concentra sull’analisi e la gestione dei dati, con un approccio basato su di essi (data-driven) che supporta concretamente il processo decisionale pubblico.
Il Master è organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche (DiSSE) della Sapienza Università di Roma. Il Direttore è il Professor Pierpaolo D’Urso, Ordinario di Statistica presso il DiSSE. Il Master è inoltre patrocinato dal Consiglio regionale del Lazio, Istat, Anci e Anci Lazio.
«La cultura dei dati»: la sfida della PA
Rinnovare, o addirittura rivoluzionare, la Pubblica Amministrazione è un obiettivo imprescindibile. L’Italia, infatti, è in ritardo rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea nelle competenze digitali, un ritardo che si riflette nella resa di uno degli ambiti più cruciali del Paese.
La sfida del Master, e quella che la PA deve affrontare, è dotarsi degli strumenti necessari per rispondere alle esigenze digitali. Viviamo in un’era di sovrabbondanza di dati, ma è fondamentale saperli utilizzare. Come sottolinea il prorettore vicario Giuseppe Ciccarone, è necessaria una cultura statistica che evidenzi come la PA possa trarre beneficio dai dati e come tecniche appropriate possano rappresentare efficacemente i fenomeni.
La Lectio Magistralis del Ministro: Innovazione, Merito e Digitalizzazione
La Lectio del Ministro si è aperta con un pensiero dedicato al centenario della Facoltà di Scienze Politiche, sottolineando l’importanza della formazione e la necessità di «occhi nuovi» che possano osservare la realtà e agire concretamente.
I dati sono una risorsa fondamentale in ogni ambito della nostra vita e, se analizzati correttamente con gli strumenti giusti, possono supportare decisioni più consapevoli e strategiche. La PA ne gestisce enormi quantità e organizzarli permette di prendere decisioni più precise, migliorando l’efficienza del sistema: risposte più rapide, maggiore trasparenza, riduzione degli errori e ottimizzazione delle risorse. I dati, quindi, sono una bussola che guida le scelte, rappresentando un pilastro per la democrazia. Ecco perché il Master è fondamentale per formare le competenze necessarie.
Un concetto richiamato più volte durante l’incontro è quello delle competenze antropocentriche. Nonostante i timori verso l’intelligenza artificiale e l’uso dei dati, questi strumenti non sostituiscono il processo decisionale umano, ma lo supportano.
Il Ministro ha sottolineato che, grazie all’innovazione, si stanno ottenendo miglioramenti significativi nell’efficienza e nell’organizzazione dei servizi pubblici. Il rinnovo del portale e altre iniziative evidenziano come l’uso dei nuovi strumenti renda più semplice e sereno il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Il lavoro del Ministero si articola su tre assi principali: l’apprezzamento del merito, l’aggiornamento delle competenze e l’attrazione di nuovi talenti nella PA.
L’obiettivo del Ministro Zangrillo è rendere la PA un «place to be to work», dove il merito e il senso di appartenenza siano valori chiave. Non si tratta solo di avere persone preparate, ma di creare le condizioni affinché possano mettere a disposizione le loro capacità e sentirsi parte di un progetto più grande. Il riconoscimento del merito, la formazione continua e la capacità di misurare e premiare l’eccellenza sono gli elementi che guideranno questo cambiamento.
C’è bisogno di giovani con competenze nuove, digitali, capaci di vedere le cose in modo diverso, e di integrarli con l’esperienza di chi lavora da tempo nella PA. Il connubio tra giovani talenti e professionisti esperti è la chiave per trasformare la Pubblica Amministrazione e garantirle un futuro innovativo.
In allegato, l’intervista con il preside della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, nonché direttore del Master, Pierpaolo D’Urso. Inoltre, il link al sito del DiSSE per approfondire le notizie sul Master e rimanere aggiornati sulle iniziative del Dipartimento.
Articolo e intervista a cura di Sofia Licata
Dipartimento di Scienze Sociali e Statistiche: https://disse.web.uniroma1.it/it