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Violenza di genere e cultura: quando la religione diventa una difesa

Aula 500 Falcone e Borsellino, Sapienza Università di Roma

Aula 500 Falcone e Borsellino

Nella giornata di venerdì 14 marzo, presso l’Aula 500 Falcone e Borsellino della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma La Sapienza, si è svolto il seminario “La difesa culturale e religiosa dopo il Testo Unico sulla violenza di genere”. L’incontro è stato introdotto dalla prof.ssa Beatrice Serra ed è proseguito con la disamina del dott. Valerio De Gioia, consigliere della Corte d’appello di Roma. Per gli studenti di Giurisprudenza è stata un’occasione importante. Un momento di confronto su un tema che, oggi più che mai, divide il panorama internazionale.

Il confine della legittimità: fede, cultura e giustizia

Poligamia, mutilazioni genitali femminili, matrimonio imposto. Ma anche comportamenti quotidiani che limitano la libertà delle donne. La legge deve fare i conti con una domanda delicata: fino a che punto la cultura può essere considerata una giustificazione legittima per comportamenti che, per noi, sono crimini?

Beatrice Serra, docente di diritto canonico ed ecclesiastico, e Valerio De Gioia hanno approfondito la questione. La legge è chiara: ogni forma di violenza è inaccettabile. Il problema emerge, come afferma De Gioia, “quando si devono far conciliare l’articolo 19 e l’articolo 2 della nostra Costituzione”. Come in molti altri Paesi, afferma De Gioia, in Italia “esiste un’elasticità rispetto a comportamenti e prassi che caratterizzano altre popolazioni”, e non esiste una norma di portata generale a riguardo.

Il confronto con la legge

La Cassazione italiana, in questo senso, ha assunto una posizione tutto sommato netta: “la difesa basata su tradizioni religiose non può costituire una scriminante valida in caso di violenza di genere”. Le possibilità di tutela, aggiunge De Gioia, “riguardano soltanto la misura della sanzione”. Il problema di natura culturale, tuttavia, non deve far ombra sulla realtà: la violenza di genere è un fenomeno strutturale.

 

Il Testo Unico: un disegno in fase di definizione

Partendo dai casi Cecchettin e Tramontano, si è poi aperta la questione della tutela del femminicidio. Il Testo Unico, atteso per lo scorso 8 marzo, ad oggi è ancora un disegno di legge. Valerio De Gioia si concentra su una grande lacuna che il ddl dovrebbe colmare: “la protezione della donna in ogni rapporto affettivo, anche non formalizzato o familiare”. L’iter legislativo sarà lungo. Secondo de Gioia, il ddl potrebbe entrare in vigore entro novembre di quest’anno.

Il seminario ha inevitabilmente sollevato una riflessione etica e sociale. Il problema di natura culturale può e deve trovare una sua dimensione in quel difficile processo di “integrazione”.

Beatrice Serra ha approfondito la questione ai nostri microfoni, sottolineando l’importanza di “trovare delle formule di mediazione” per far rinvenire nelle nostre norme “quegli elementi comuni a tutte le religioni”.

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