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Direttore creativo e brand di moda: tempo di grandi cambiamenti

Al vertice dei brand, non solo di moda, si colloca la figura del direttore creativo, responsabile della creazione di contenuti creativi per comunicare in maniera corretta i messaggi e i valori del brand. Nell’ultimo periodo il settore moda ha visto grandi cambiamenti: tra Gucci, Versace e proprio stamattina, anche Loewe. Ma vediamo nello specifico di cosa si occupa la direzione creativa.

Il direttore creativo, sul vocabolario Treccani è definito come “direttore direttóre s. m. [dal lat. director -oris, der. di dirigĕre «dirigere», part. pass. directus]. – 1. (f. -trice, scherz. -tóra) Chi dirige, chi ha la direzione di un istituto, di un’azienda, […]”.

Perciò, la direzione creativa riguarda un direttore, in grado di saper dirigere un team ed effettuare scelte artistiche per il mondo del cinema, del teatro, della moda, dell’advertising e altro ancora. Una figura professionale a 360°, che deve mediare i valori del brand al target di riferimento in maniera efficace, supervisionare le attività del team, coordinare i reparti coinvolti nella vendita e nel marketing. Inoltre, deve essere in grado di aggiornarsi costantemente in base alle richieste del settore e del pubblico.

In Italia purtroppo i lavori legati alla creatività vengono spesso denigrati, questo perché si tratta di mansioni riservate a poche figure professionali: in poche parole, il mercato ha tanta domanda ma poca offerta. Quando si pensa a un brand importante come Gucci o Versace, in primis si ritiene che la figura più rilevante sia proprio quella del direttore creativo, che dal vertice definisce il volto stesso della casa di moda.

Nell’ultimo periodo, il settore moda ha visto forti cambiamenti: quando si passa da una direzione creativa all’altra, muta completamente il panorama e la scena di riferimento. Il  direttore creativo deve essere in grado di rispettare i core values del brand, rinnovando l’immagine e la brand identity secondo le richieste del mercato.

Ma attenzione! Mai dimenticare le tradizioni, che devono sempre essere richiamate nelle nuovi collezioni, insieme alle giuste references che vengono inserite grazie ad una ricerca d’archivio super attenta.

Insomma, il direttore creativo ha tante responsabilità, ecco perché si scatenano rumors e gossip da parte del pubblico quando vengono annunciate notizie sconvolgenti: Donatella Versace ha lasciato il suo posto da direttrice proprio giovedì 13 marzo, dopo aver guidato una carriera brillante volta ad onorare la legacy del fratello Gianni Versace.

Gucci invece, dopo aver navigato alla ricerca della figura più adatta a seguito dell’addio ad Alessandro Michele (ora in Valentino) ha designato, sempre in data 13 marzo, Demna Gvasalia come nuovo direttore creativo del brand. Demna è in grado di interpretare la cultura contemporanea, una figura che si può definire chiave per il brand Balenciaga, con uno stile e un’identità forte, ecco perché sono nati tantissimi meme e discussioni al riguardo. Sarà in grado di conciliare la sua visione con i valori di Gucci?

Infine, il 17 marzo Jonathan Anderson ha lasciato Loewe. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del brand?

Tuttavia, non si tratta di aspettative ma di comprendere quanto la figura del direttore creativo sia determinante per i brand di moda che costellano la scena internazionale.

Come si presenta un brand, come vengono sviluppate le idee, le collezioni, le pubblicità? Il tutto converge nelle idee del creativo, in grado di mediare il gusto contemporaneo con il grande archivio storico del brand stesso.

Ecco cos’è il direttore creativo: passato, presente e futuro per i marchi di moda.

 

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