Nel cuore pulsante di Roma, a pochi passi dal Foro Traiano, è sorto un progetto culturale che sta conquistando l’attenzione del mondo dell’arte: FOROF. Fondato nel 2022 da Giovanna Caruso Fendi, questo spazio incarna un perfetto connubio tra il passato millenario della capitale e il dinamismo dell’arte contemporanea. Il nome stesso del progetto è un omaggio alla storia che lo avvolge: “FO” rimanda al Foro Traiano, “RO” alla città che Giovanna porta nel cuore, e la “F” è l’iniziale del suo cognome, simbolo di alta moda.
L’idea di “FO RO F” nasce da una passione che accompagna Giovanna da sempre, fin da bambina, quando recuperava gli schizzi di Karl Lagerfeld nella Maison Fendi, dove la sua famiglia lavorava. E’ solo dopo l’acquisizione del marchio Fendi da parte di LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) che Giovanna decide di dedicarsi totalmente alla sua vera passione: l’arte. L’opportunità di lasciare il suo ruolo nell’ufficio legale di Fendi segna un momento di svolta nella sua vita, permettendole di perseguire il sogno di integrare l’arte contemporanea con il patrimonio storico di Roma, valorizzando il sito archeologico attraverso eventi e installazioni d’avanguardia.
“FOROF è il mio quarto figlio”, afferma Giovanna, sottolineando l’importanza e l’intimità di questo progetto. La sua visione è chiara: una sfida che si fa concreta attraverso il restauro del Palazzo del Gallo di Roccagiovine, un edificio storico che ospitava la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. Il palazzo, chiuso per oltre quindici anni, è tornato a splendere grazie al finanziamento di Giovanna, restituendo alla città un pezzo fondamentale della sua storia.
Il sito archeologico di FOROF si trova esattamente dove un tempo si celebrava la “manumissio”, il rito pubblico che liberava gli schiavi, permettendo loro di diventare cittadini romani. Questo concetto di “libertà” permea ogni aspetto del progetto. Ogni mostra e ogni evento sono pensati per essere inclusivi e per dare voce a nuove generazioni di artisti. Un esempio di questo approccio è la collaborazione con il collettivo viennese Gelitin/Gelatin, che ha realizzato una provocatoria installazione site-specific ispirata al sito archeologico della Basilica Ulpia. L’opera, intitolata “Nimbus Limbus Omnibus” (locuzione latina misteriosa che si può intendere come “viaggio”), sfida le convenzioni artistiche e invita lo spettatore a liberare lo sguardo, affrontando temi tabù e pregiudizi con uno spirito di apertura.
FOROF non si limita alla mera esposizione di opere d’arte; si propone come un punto di incontro culturale dinamico. La serie di “Caffè culturali contemporanei” e gli eventi performativi sono concepiti come occasioni di condivisione, dove il pubblico può immergersi nell’arte in modo più profondo. Un’idea che si inserisce perfettamente nella tradizione dei silent reading parties, ma con un tocco romano.
Ogni visita a FOROF è accompagnata da un’esperienza sensoriale unica, grazie alla profumazione creata in collaborazione con Laura Bosetti Tonatto. L’essenza, ispirata dalla “Air de Rome”, è composta da quattro spezie che storicamente giungevano a Roma dall’Oriente: rosa, incenso, ambra e zafferano.
FOROF è quindi molto più di un progetto culturale: è un viaggio nel tempo, un incontro tra passato e futuro, un luogo dove l’arte non è solo da guardare, ma da vivere, sentire e condividere. Con la sua ambizione di creare un ponte tra l’antico e il contemporaneo, FOROF si presenta come un punto di riferimento per chiunque voglia esplorare Roma sotto una nuova luce, più libera e più aperta.