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La giustizia amministrativa francese tra tradizione e cambiamento

Il 21 marzo, nella Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza di Roma, si è svolto l’incontro “The Evolution of French Administrative Justice” nell’ambito del corso di Diritto amministrativo II e Giustizia amministrativa.

Il professore Andrea Carbone, docente della Sapienza, ha introdotto l’incontro successivamente portato avanti dalla professoressa Ariane Meynaud- Zeroual, docente dell’Università di Paris II Pantheon-Assas. Si è trattato il tema della giustizia amministrativa francese, della sua evoluzione, organizzazione e confronto con il modello italiano.

Il sistema giuridico francese prevede una netta separazione tra giustizia ordinaria e amministrativa, radicata nel principio di separazione dei poteri. Le principali giurisdizioni amministrative si articolano in tribunali amministrativi, corti amministrative d’appello e il Consiglio di Stato, che funge sia da giudice di cassazione sia da giudice di primo e ultimo grado per alcune categorie di controversie. Questo modello garantisce una specializzazione notevole nell’interpretazione del diritto amministrativo.

A partire dagli anni ’80 e ’90 del Novecento, la giustizia amministrativa francese ha conosciuto un’evoluzione significativa, caratterizzata da una maggiore attenzione alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. La riforma del processo amministrativo ha visto una riduzione dei tempi di giudizio, un ampliamento delle possibilità di ricorso e una maggiore incisività nelle decisioni dei giudici amministrativi. Inoltre, sono aumentati gli atti amministrativi giustiziabili, prima ritenuti insindacabili, rafforzando così il ruolo del giudice amministrativo come garante dello Stato di diritto.

Un aspetto centrale dell’evoluzione della giustizia amministrativa francese riguarda i poteri di ingiunzione. Tradizionalmente, il giudice amministrativo francese non poteva ordinare direttamente all’amministrazione di adottare o revocare un provvedimento, potendosi limitare solo all’annullamento dell’atto impugnato. Tuttavia, questa restrizione ha sollevato critiche, soprattutto in relazione all’efficacia della tutela giurisdizionale. Con il tempo, sono state introdotte alcune aperture, come la possibilità di condannare l’amministrazione a un’azione specifica.

A differenza della Francia, il sistema italiano di giustizia amministrativa prevede un approccio più incisivo nel rapporto tra giudice e pubblica amministrazione. In Italia, il giudice amministrativo ha il potere di ordinare direttamente l’esecuzione di provvedimenti, superando alcune delle limitazioni tradizionali del modello francese. Questa differenza si riflette in una maggiore effettività della tutela giurisdizionale in Italia, mentre in Francia il sistema rimane più cauto nel bilanciare il rispetto dell’autonomia amministrativa con le esigenze di giustizia.

L’incontro ha offerto un’interessante occasione di approfondimento sulle caratteristiche e sull’evoluzione della giustizia amministrativa francese, mettendone in luce i punti di forza e le criticità, soprattutto in relazione ai poteri di ingiunzione. Inoltre, il confronto con il sistema italiano, svolto dal professor Carbone, ha evidenziato le diverse soluzioni adottate nei due ordinamenti per garantire un’efficace tutela giurisdizionale nei confronti della pubblica amministrazione.

A cura di Eleonora Cavarra

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