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Riviste: la moda tra il cartaceo e il digitale

Chi non hai mai sfogliato una rivista? Che sia digitale o cartacea, tutti ne hanno vista e sfogliata almeno una: Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, L’Officiel. Queste sono solo alcune delle più note testate giornalistiche di moda, per non parlare poi di tutti i magazine indipendenti. Ma come sta avvenendo il passaggio dal cartaceo al digitale nel mondo delle riviste?

Scrittori di moda, e non, sono sempre più preoccupati dell’avvento dell’AI, tanto da arrivare a chiedersi: mi ruberà il lavoro? Ma quando si parla di riviste bisogna considerare il grande lavoro che c’è alle spalle: pubblicità, editoriali, interviste, insieme a tutti i contenuti da realizzare per l’uscita di ogni numero. Si tratta di un lavoro così ricco che attrae tanti giovani e creativi, difficile da sostituire interamente dall’Intelligenza Artificiale.

L’AI fa parte di un fenomeno ancora più ampio, quello della digitalizzazione. Dagli anni 2000 le tecnologie digitali hanno modificato profondamente i settori produttivi, così come l’entertainment, dalla televisione, alle piattaforme come videogiochi o social media. Tutto questo ha generato cambiamenti sociali e culturali: è cambiato il modo di relazionarsi, si sceglie quello si vuole comunicare e in che modo farlo. Nessuno escluso, anche le riviste sono state coinvolte in questo.

Come continuare a comunicare la moda in un mondo ipertecnologico? Le riviste cartacee sono sempre state status symbol, con le loro copertine affascinanti e i contenuti in grado di esplorare tanti temi. Le riviste sono contemporanee, innovative, ricercate, un passatempo.

Il valore della carta è insostituibile e unico, ma basta a soddisfare le esigenze e le richieste contemporanee? Perché comprare una rivista cartacea anziché abbonarsi online e risparmiare carta? Sicuramente ci sono vantaggi e svantaggi per ognuna delle due opzioni.

Il cartaceo è apprezzato principalmente dagli amanti della lettura, che trovano piacere nello sfogliare manualmente la carta, sentirne il rumore ma anche l’odore. Oltre all’aspetto fisico, c’è anche quello emotivo: la rivista acquistata fisicamente resiste nel tempo, può essere collezionata e ripresa dopo anni per essere nuovamente letta. Inoltre, dopo tanto tempo che si passa sui dispositivi, riposarsi un pochino con una buona lettura aiuta tanto gli occhi quanto la mente.

Il digitale invece è riuscito a far risparmiare spazio e tempo: l’acquisto è più veloce, non si creano pile di carta che prima o poi dovranno essere riciclate, si accede più facilmente ai contenuti, individuando pagine e contenuti in maniera più sistematica. Il digitale ha creato anche più opportunità lavorative, sfruttando il potenziale del web per la creazione e diffusione di più prodotti.

Si tratta di una lotta senza fine probabilmente, che apre lunghi dibattiti. Acquistare una rivista cartacea o digitale dipende dal consumatore stesso e della sue preferenze. Ovviamente, il valore di un oggetto fisico non sostituirà mai quello di un prodotto che esiste solo virtualmente. 

Rivista cartacea o digitale? Quella che alla sera troverete sul vostro comodino non è solo un fascicolo rilegato e alla moda, ma simbolo di un prodotto che rimane negli anni e non vola via in un mondo effimero e digitale.

A cura di Viviana Filippi

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