Era il 24 Marzo 1944 quando, durante la Seconda Guerra mondiale, fu compiuto uno dei massacri più rilevanti della storia italiana. In seguito a un attentato subìto in Via Rasella, durante il quale fu colpita da un gruppo di partigiani una colonna militare tedesca, il comandante della polizia tedesca a Roma e ufficiale delle SS Kappler ordinò per rappresaglia di trasportare alle Fosse Ardeatine 335 persone, tra prigionieri politici, antifascisti ed ebrei. Inoltre, qualche giorno dopo il massacro, il comando tedesco fece esplodere le volte della galleria per bloccare l’accesso alla cava delle Fosse. Il comandante Kappler fu processato per l’eccidio solo nel 1996, dopo essere stato estradato in Italia dall’Argentina, in seguito alla fuga dal carcere di Gaeta, dove era stato rinchiuso nel 1947.
Dal 1949, le Fosse Ardeatine sono diventate un luogo di commemorazione: nella mattinata del 24 Marzo 2025 si è tenuta la cerimonia ufficiale in ricorrenza dell’ottantunesimo anniversario dal massacro. Presenti al Mausoleo delle Fosse Ardeatine il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nel pomeriggio invece, l’evento è proseguito al Campidoglio, con il concerto delle Voci Bianche della scuola di canto corale del Teatro dell’Opera di Roma e con la lettura, da parte dell’attrice Mia Benedetti, di una serie di lettere scritte dai familiari delle vittime. L’iniziativa, dal nome Roma non dimentica l’eccidio delle Fosse Ardeatine, è stata promossa da Roma Capitale in collaborazione con l’ANFIM (Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri) e, per la prima volta è stata aperta anche al pubblico. L’ANFIM fu costituita nell’immediato dopoguerra su iniziativa dei famigliari delle vittime delle stragi nazifasciste e oggi si impegna per mantenere vivo il ricordo di chi ha combattuto e per trasmettere alle nuove generazioni il passato.
Ieri invece, in ricorrenza dell’attentato in Via Rasella del 23 Marzo del 1944, è stato organizzato un corteo con fiaccolata dal Fronte Comunista (FC) e dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), al quale hanno partecipato scuole, gruppi di universitari e lavoratori: è stato snodato uno striscione con la scritta 335 spine nei nostri cuori: contro gli eccidi di ieri e di oggi da Largo Benedetto Bompiani fino al Mausoleo.
Articolo di Martina Colantoni